Passeggiando nei suq, nelle vie della medina o sulle mura della kasba c'é una malattia che non mancherà di colpirti. l'unico sintomo è questo: il tuo dito indice tende a piegarsi compulsivamente sul pulsante di scatto della macchina fotografica tentanto di immortalare tutto ciò che passa a tiro. Alcuni dei nostri compagni di viaggio sembrano non farsi problemi nel fotografare o riprendere le più diverse situazioni, infilandosi nelle botteghe, nei cimiteri, nei viicoli abitati dai più poveri...
A noi invece viene da chiederci quanto siano realmente graditi i nostri clic, specialmente nei contesti meno fortunati. I marocchini sono molto cortesi ma non è raro vedere donne che al passaggio della comitiva si coprono il volto o mercanti non entusiasti del vedere le proprie merci fotografare e non comprate.
aspettando che qualcuno scriva il galateo del buon turista in Marocco (e chissà che non ci sia di già) abbiamo deciso di metterci nei panni della popolazione e di non fotografare ciò che non vorremmo fosse fotografato: perciò non ci porteremo a casa diversi generi di foto classici da turista nel terzo mondo. Non è sempre facile perché ogni giorno che passa ci accorgiamo di quanto siano diverse le situazioni e... vi assicuriamo che il dito prude da morire!
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